giovedì 24 agosto 2017

Piazza Indipendenza 1977-2017

Gli scontri di oggi per lo sgombero di una palazzina abitata da rifugiati in Piazza Indipendenza fa male. Vedere quella guerra tra poveri è stato doloroso. Da questi scontri ho avuto la conferma della bontà della polizia attraverso quel gesto dell'agente che cercava di rincuorare un rifugiata somala con una carezza. E' un'immagine che dovrebbe girare dappertutto per far capire quanto la nostra società abbia bisogno di comprensione e di tolleranza.

E poi ho compreso che al centro di quello scontro c'erano persone vittime di incapacità che avevano origine lontano da quella piazza. Questi incidenti non cambieranno certo la mia tendenza ad evitare quella piazza dove ho passato tanti anni della mia adolescenza, visto che ero uno studente dell'Istituto magistrale Alfredo Oriani. Detto questo non posso far altro che ricordare quello che è accaduto oggi e metterlo in relazione con altri scontri, avvenuti in quella piazza il 2 febbraio 1977, dopo l'assalto degli extraparlamentari di sinistra nella sezione del FDG in via Sommacampagna. In questo post ho voluto solo pubblicare le foto di quell'assurdo scontro e di quello ben più tragico dei nostri giorni.

















 30 ANNI PRIMA: 2 febbraio 1977







 

venerdì 11 agosto 2017

Un dossier per la Commissione d'inchiesta sulle banche


I Commissari che dovranno occuparsi dell'inchiesta parlamentare sulle banche italiane non potranno fare a meno di procurarsi questo pregevole volume pubblicato dalla Kaos Edizioni dal titolo "Dossier Monte dei Paschi di Siena". Qui ci troviamo di fronte ad una raccolta di articoli interessanti, raccolti dal team della Kaos, che permette di capire il rapporto tra questa banca e il sistema di potere italiano. Per troppo tempo questa banca è stata riduttivamente chiamata in causa come la cassaforte del PCI-PDS-DS-PD. Per la verità questa è una valutazione di comodo. Il quadro che ci offre questo libro è quello di una banca che ha dato soldi al sistema dei partiti e si è infilata come esattore ovunque. A parte la mirabile prefazione di Giorgio Galli, che rende molto bene il senso del libro, il volume è la cruda ricostruzione dei rappporti dell'MPS con tutto il mondo politico. Un affresco inquietante che non risparmia davvero nessuno, anche Berlusconi che certo non è mai stato tenero nei confronti di questa banca. In effetti, il verbale dell'adunanza collegiale del MPS, dopo lo scandalo della P2 (9 ottobre 1981), è la testimonianza di come e quanto anche il "gruppo Berlusconi" abbia intrattenuto rapporti diretti, attraverso le sue società, con questa banca ottenendo cospicui prestiti (Vedi alle pagine 32-33 del libro). Questo libro ovviamente non mette in imbarazzo solo il leader di Forza Italia, ma tutti i partiti politici della Prima Repubblica che hanno consentito a questa banca di crescere senza farsi troppe domande. E i nodi sono venuti al pettine, come succede quando i problemi non si affrontano mai.  


giovedì 10 agosto 2017

Che fine ha fatto quel passeggero sulla linea FS ANCONA-ROMA?

Ferrovie dello Stato addio. La tratta Roma-Ancona, a dispetto dell'età della linea, nata nel 1866 nel periodo dello Stato pontificio per una precisa disposizione di PIO IX, era e resta una delle più disastrate d'Italia. Nel mio blog ho deciso di postare un articolo pubblicato dal "Corriere Adriatico", che rende bene l'idea di come le nostre ferrovie si comportano nei confronti dei passeggeri e di due regioni importanti per l'economia del Lazio: l'Umbria e le Marche. Per decenni nessun politico o gruppo di pressione ha mai pensato di rendere questa linea ferroviaria più moderna e porre fine allo "scartamento ridotto" (un binario) della linea tra Fabriano e Terni. Questo è un grosso handicap che i pendolari e l'economia del paese si portano dietro. Per questo mi auguro, come è scritto in questo articolo del "CORRIERE ADRIATICO" del 10 agosto, che l'onorevole Lodolini (Pd) vada fino in fondo e affronti la questione con il Governo, superando i disservizi nei confronti dei passeggeri e rendendo quella linea più efficiente. Questo è importante per il rispetto che dobbiamo alle Marche e al l'Umbria e agli stessi interessi del Lazio.

LA STAZIONE DI ANCONA NELL'OTTOCENTO

Il deputato del Partito democratico EMANUELE LODOLINI

ARTICOLO DEL CORRIERE ADRIATICO DEL 10 agosto 2017
ANCONA - "Dal paradiso all’inferno il passo è breve. Basta passare da un binario all’altro, sconfinare dalla rete ferroviaria marchigiana a quella interregionale che la musica cambia. E di parecchio. Se infatti Trenitalia sbandiera un indice di affidabilità del 99,1% per la tratta regionale, quando si parla dei collogamenti da Roma e per Roma c’è da mettersi le mani nei capelli. Ogni viaggio può trasformarsi in un’odissea e arrivare in ritardo ormai è un’opzione che i pendolari hanno messo in conto. L’ultimo drammatico viaggio si è consumato martedì, ma sembra che dall’inizio del mese il treno Frecciabianca Roma - Ravenna che parte dalla capitale allunga la percorrenza per lavori sulla strada ferrata passando dagli auspicati 40 minuti di ritardo all’ora e mezza. Un viaggio infinito di oltre 5 ore. Una situazione talmente snervante che ha fatto saltare sulla sedia anche l’onorevole Emanuele Lodolini, deciso a incontrare il ministro e a firmare un’interrogazione ad hoc per cercare di accendere l’ennesimo faro su una delle tratte più a rischio d’Italia. Trecento passeggeri martedì hanno dovuto subire un viaggio infinito sul Frecciabianca delle 16.55 e non sono nemmeno riusciti a ristorarsi un po’ nel vagone bar, privo di cibo ma anche di acqua e di caffè «nonostante - spiega Lodolini - la continua pubblicità rilanciata dagli altoparlanti». Insomma un incubo nell’incubo che ormai rasenta la quotidianità. Se volete dare un’occhiata a quello che accade sulla strada ferrata che congiunge le Marche a Roma, potete collegarvi con il blog “Disservizio pubblico” e verificare quanto ormai sia all’ordine del giorno viaggiare in treno assieme ai disagi. L’Intercity Ancona-Roma della mattina, ieri è arrivato nella Capitale con 66 minuti di ritardo".