mercoledì 19 agosto 2015

Il caffè più caro della mia vita da Eataly in Piazza della Repubblica

Gentilissimo Lanfranco Palazzolo, siamo venuti a conoscenza di questo post riguardo al prezzo del caffè al banco e cogliamo l’occasione per fare una precisazione. Il costo del caffè al banco, infatti, è di 1 €, mentre il prezzo del caffè d’orzo, decaffeinato o americano è di 1,50 €. Da ciò deduciamo che abbia ordinato uno di questi ultimi e, se così non fosse, Le porgiamo le nostre scuse per un eventuale errore umano commesso dal nostro collega al momento del pagamento e confidiamo per questo nella Sua comprensione. Le riporto di seguito i contatti degli uffici di Gruppo Ethos (039 9711064 – comunicazione@gruppoethos.it), Le saremmo grati se ci contattasse per chiarire personalmente l’accaduto. Sperando di poterLa sentire presto, rimango a Sua disposizione e Le porgo i nostri migliori saluti. Sara Gallina Eataly incontra Gruppo Ethos su Il caffè più caro della mia vita da Eataly in Piazza della Repubblica

La mia risposta: 

Cara dott. Sara Gallina, confermo che quella mattina ho ordinato un caffè. Mi è stato servito un espresso come avevo chiesto. Ho preso atto della Vostra cortese precisazione, che ho visto solo oggi, e l'ho pubblicata opportunamente nel mio sul mio blog sotto il post dello scontrino.

Ci vediamo presto per un Caffè. A presto. 

Gentilissimo sig. Palazzolo,
Le rispondo a nome della collega Sara che è fuori ufficio.
Abbiamo avuto modo di leggere la replica anche sul Suo blog, e La ringraziamo per lo scambio di opinioni. Come giustamente scrive Lei, contiamo di rivederLa presto ad Eataly Repubblica per un caffè.

I nostri migliori saluti,

andrea villa

sabato 15 agosto 2015

Bartolomeo Filipperi, il "Romano degno di Roma" sempre più trascurato.

BARTOLOMEO FILIPPERI OGGI
Questi non sono anni belli per Roma. Una testimonianza di questa china arriva dalla drammatica situazione del busto di Bartolomeo Filipperi, uno degli eroi della Repubblica romana. Dopo aver combattuto contro le truppe francesi a Roma,  Filipperi visse in esilio a Genova per oltre 20 anni e ritornare a Roma altri 7 anni prima della sua prematura scomparsa.  Filipperi era un vero laico. Oggi, di laici come lui se ne troverebbero davvero pochi. Forse gli terrebbe testa solo Marco Pannella. Sul web esistono diverse immagini della condizione del busto di Filipperi, ma quella di oggi è la peggiorre. Se è vero che Filipperi, come diceva Mazzini, è "degno di Roma" oggi dobbiamo interrogarci se in realtà Filipperi sia stato troppo indulgente nel suo "romanismo". A mio giudizio, vista la secchiata che è arrivata al patriota, forse Filipperi ha esagerato nel suo amore verso Roma. Adesso sarà davvero interessante vedere chi si occuperà di questo grande romano a pochi mesi dal Giubileo sulla Misericordia....
Nelle foto sotto gli attacchi subiti da Bartolomeo Filipperi.


Il segretario di Stato John Kerry diventa "Kelly" sul Corriere della Sera online


domenica 9 agosto 2015

La strage (che c'è stata) e che nessuno vuol vedere

Questo libro di Riccardo Bocca, "Tutta un'altra strage" (Rizzoli), è senza dubbio uno dei volumi più interessanti che ho avuto modo di leggere negli ultimi anni. Grazie a questo saggio e alla lettura della sentenza sulla strage di Bologna mi sono convinto della giustezza del pronunciamento dei giudici. Non voglio dire nulla sugli "autori" della strage, ma è fin troppo evidente il motivo per il quale i due ex terroristi di destra sono difesi da tanti intellettuali di sinistra. La riabilitazione dei due "sciagurati", come li chiama Gianpiero Mughini, è dovuta alla necessita di riabilitare, anzi "perdonare" "tutto" il terrorismo. Una volta detta questa banalità, il passaggio del libro che mi ha convinto della colpevolezza dei condannati è il cumulo di versioni cambiate dai colpevoli sull'alibi del 2 agosto e la testimonianza di Sparti, che certo non poteva avere alcun interesse ad incolpare i due. Se in queste settimane volete riflettere su come vengono giudicati e utilizzati politicamente i crimini dei terroristi vi invito a leggere questo libro e vi autorizzo a farvi il segno della croce ogni volta che prendete un treno. Certo, non a tutti - e me per primo - farà piacere sapere che gli autori di certi fatti possono riuscire a trasformarsi in altro da quello che effettivamente sono stati.

Quel blackout da Eataly e il dilemma del cibo sprecato

Ieri sera sono capitato da Eataly nel momento peggiore del blackout che ha messo in ginocchio il megaristorante. Nel mio piccolo reportage fotografico ci sono anche immagini di Eataly con la luce solo perchè l'energia è tornata solo per pochi minuti. Quando sono arrivato la serata era ormai compromessa. Gli addetti al ristorante mi hanno detto che non avrebbero servito la cena perchè non era certo il ritorno permanente della luce. Il mio primo pensiero è andato a tutto quel cibo sprecato: yogurt, gelati, surgelati, dolci che sarebbero andati a male con il guasto elettrico. E' sorprendente che un megastore del genere abbia un generatore con così poche ora di autonomia. Non so quali e quanti saranno i danni della serata, ma sarebbe stato utile evitare la perdita di tanto ben di Dio inviando il cibo inutilizzabile a chi ne aveva bisogno. Danno per danno quelli di Eataly avrebbero avuto un bel ritorno pubblicitario....Anche se forse non ne hanno bisogno.























venerdì 7 agosto 2015

IN DIFESA DI QUELLA BOMBA ATOMICA

Oggi tutti i giornali e le tv del pianeta hanno ricordato il lancio della prima bomba atomica. Tutti si sono espressi contro questo strumento di morte. Ma è giusto farlo? Certo, se guardiamo a quello che ha combinato la bomba a quei poveri giapponesi, si ha tutto il diritto di farlo. Eppure, grazie alla bomba atomica ci siamo risparmiati guerre su guerre. Senza la bomba atomica gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero fatto la guerra, la Russia non avrebbe esitato ad invadare l'occidente o viceversa. In questo libro il generale Beaufre ci offre uno spunto di discussione impopolare, ma efficace: quanto è importante la "strategia della dissuasione" rispetto a questo lungo periodo di pace che stiamo vivendo? Secondo me è stata importantissima. Il generale francese, che ha vissuto l'onta di due sconfitte militari, argomenta molto bene le sue tesi spiegando che oltre alla strategia della dissuasione esiste ben poco per bloccare la rinascita di un conflitto di proporzioni mondiali, come quello che si concluse proprio 70 anni fa.