lunedì 2 marzo 2015

"Nazi-Buonisti", l'ultimo saggio di Fabio Torriero.




Ecco come il Bundestag ha detto "Sì" al piano economico della Grecia (Berlino, 27 febbraio 2015)



Il parlamento tedesco da' il via libera agli aiuti alla Grecia e nello stesso giorno il premier ellenico, Alexis Tsipras, chiede ancora una volta che venga affrontato il nodo del debito greco. Dopo i colloqui sulle misure per l'economia ellenica, ora e' il momento che "inizino colloqui" sul debito, ha affermato Tsipras, mentre circolano indiscrezioni su un nuovo piano di ristrutturazione del debito ellenico schizzato al 175% del Pil. Ha aggiunto che il governo greco presentera' al Parlamento una legge per combattere "la crisi umanitaria", spiegando che vi saranno misure per gli adempimenti fiscali arretrati e per proteggere la prima casa. Tsirpas ha poi negato che vi sia un "terzo memorandum" da sottoscrivere per Atene. Le parole del premier greco sul debito molto probabilmente non piaceranno in Germania, con i tedeschi riluttanti a concedere altri miliardi ad Atene. La giornata del voto al Bundestag era iniziata coi selfie della Bild: "Nein" alla Grecia, ma alla fine il parlamento tedesco ha approvato ad ampia maggioranza il prolungamento del programma di aiuti con 542 parlamentari favorevoli, 32 contrari e 13 astenuti. E' da sottolineare pero' che la tranche da 7,2 miliardi di aiuti ad Atene sara' sbloccata solo se il piano completo delle riforme che il governo greco intende varare, convincera' l'ex Troika Ue-Fmi-Bce. Tsipras e i suoi ministri hanno fino al 30 aprile per riempire di contenuti la loro lista ma servirebbe un colpo  di acceleratore visto che Atene rischia di ritrovarsi a secco di liquidita' gia' a marzo. Lo stesso Varoufakis ha avvertito che la Grecia avra' difficolta' a rimborsare i prestiti all'Fmi (1,5 miliardi proprio a marzo) e alla Bce in estate. Davanti al Bundestag Wolfgang Schaeuble, che ha chiesto l'approvazione ai suoi colleghi, con un discorso pronunciato in apertura di seduta, ha detto chiaramente che questo voto "non e' affatto facile" per i tedeschi. Subito dopo pero', il severo ministro delle finanze tedesco - con toni quanto mai seri e riflessivi ha detto di "non aver voglia di scherzare oggi" - ha tirato fuori la sua passione per l'Europa e ha rivolto un accorato appello ai parlamentari. "Noi tedeschi dobbiamo fare di tutto, perche' l'Europa resti insieme, e contribuire a guidarla". "L'Europa e' una comunita'", ha sottolineato, e a questo appartiene la "solidarieta' per i paesi in difficolta'", che spetta a chi sta meglio. "La solidarieta' va pero' di pari passo con affidabilita', solidita' e rispetto", ha aggiunto, "e non significa che noi siamo ricattabili". Schaeuble ha citato il confronto non facile con il governo greco, partito dopo le elezioni e protrattosi anche "negli ultimi giorni e nelle ultime ore". Ma ai piu' perplessi ha spiegato: "Qui non si tratta di altri miliardi, o di cambiare il programma", "si tratta di dare tempo alla Grecia per tornare competitiva sui mercati". Atene "ha accettato senza riserve, e se non rispettasse il patto questo cadrebbe da entrambe le parti", ha concluso.Quella del 27 febbraio 2015 è la più grande maggioranza che si sia materializzata al parlamento tedesco su una misura destinata ad affrontare la crisi del debito nella zona Euro, sottolinea la stampa tedesca, ricordando che a tre riprese il Bundestag era stato chiamato a pronunciarsi sugli aiuti alla Grecia. Il 7 maggio 2010 avevano votato a favore 391 parlamentari, 72 contro e 139 si erano astenuti. Il 27 febbraio 2012 i sì erano stati 496, i no 90, le astensioni 5 e il 30 novembre 2012 473 deputati avevano dato luce verde al provvedimento, cento vi si erano opposti e 11 si erano astenuti.

Onore allo Scudocrociato: intervista al prof. Girolamo Rossi



Lo "scudo crociato" nasce come simbolo di partito nel 1919. Nella storia della Democrazia Cristiana, lo scudo crociato porta quello spirito di "crociata" che si rivelerà efficace sul piano dell'identità e della propaganda politica, ma difficile da gestire nel rapporto con la Gerarchia ecclesiastica. In uno scenario politico come quello del Novecento, infatti, che pone in termini dialettici il rapporto fra ambito religioso e ambito laico, l'uso in politica del più sacro dei simboli - la Croce - sarà spesso una scelta travagliata. Girolamo Rossi è docente di Teoria e tecnica della comunicazione politica presso la Pontificia Università "Angelicum" di Roma.

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