lunedì 16 marzo 2015

Ricordo di Gustavo Selva (Intervista alla "Voce Repubblicana" del 30 settembre 2010).


Il vero Pacciardi lo trovate solo a Madrid

Questo fine settimana ho ricevuto un gradito omaggio dalla mia compagna. Si tratta del libro "Da Madrid a Madrid" (Barulli) di Randolfo Pacciardi. E' un peccato che oggi nessuno si ricordi della figura di questo grande repubblicano. Eppure Pacciardi è stato un grande uomo in tutti i sensi. Se vi capita di incontrare questo volume non lasciatevelo sfuggire. Lo consiglio a tutti gli amici repubblicani che amano davvero l'edera come la amo io. Le pagine più interessanti del libro sono quelle degli anni '60 e dello scontro interno al Pri con l'anima di centrosinistra del partito e dei timori del colpo di Stato.

Una satira da ricordare e una da dimenticare

 Questo è un periodo "positivo" per la satira. Dopo quello che è successo a "Charlie Hebdo" nessuno ha il coraggio di sindacare qualcosa sulla satira e il diritto di satira. La filosofia del Je Suis Charlie però è nata solo ieri. Qualche tempo fa, all'epoca del governo Berlusconi, ci fu il caso di un disegnatore satirico che definì un ministro di quell'esecutivo come "ministronza". In pochi giorni quel disegnatore fu sommerso di critiche. Allora nessuno avrebbe mai pensato di far parte dell'esercito di "Charlie Hebdo". Allora tutti si chiesero se quella fosse satira. Non so se lo fosse, ma lo era anche quella di "Charlie Hebdo"? Ovviamente no! Ma non volevo parlarvi di questo. Nei giorni scorsi ho trovato un opuscolo satirico contro il PCI di Palmiro Togliatti e l'Unione Sovietica dal titolo "w la Russia". Volevo solo condividerlo con i miei amici lettori ricordando i tempi di quando la satira non era costretta ad insultare gli avversari e, peggio ancora, anche la religione, alludo a tutte le forme di credenza religiosa. 

Solidarietà bipartisan, vicinanza da destra e da sinistra. Destinataria di tanta comprensione: Giorgia Meloni , giovane ministra della Gioventù e, suo malgrado, protagonista in formato fumetto del libro satirico del disegnatore Alessio Spataro . Titolo del volume (che non lascia niente all'immaginazione): La Ministronza.
Anche il contenuto è molto esplicito una serie di vignette che la maggioranza definisce "scandalose", chiedendo che anche l’opposizione prenda le distanze. Il libro nasce da una serie di vignette pubblicate sul blog dell'autore già un anno e mezzo fa. Ma da novembre il fumetto è in libreria a cura della casa editrice Grrretic. Non è il primo libro di fumetti di Spataro che prenda di mira personaggi famosi: sul suo sito figurano, tra gli altri , Cribbio, dedicato al Cavaliere, Papa Nazingher, riferito a Benedetto XVI, e Bertinotte con protagonista l'ex leader del Prc, entrambi pubblicati negli anni scorsi.
I primi a insorgere sono, numerosissimi, gli esponenti del Pdl.
I commenti sono durissimi: "Un'oscenità immonda" dice Barbara Saltamartini ; "Un gesto che insulta tutte le donne" aggiunge Roberta Angelilli, vice presidente del Parlamento europeo . Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parla di "Vignette di scarso valore e di pessimo gusto" ed esprime piena solidarietà al ministro. Solidarietà che arriva anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, per il quale la Meloni viene "presa di mira senza alcun motivo e con grande volgarità da un libro di fumetti rozzo e greve". Compatte le "ministre", a cominciare dalla titolare delle pari opportunità Mara Carfagna : "Il nostro Paese assiste all'ennesimo imbarbarimento dello scontro, che nulla ha a che vedere con la politica, e in mezzo ci finisce per l'ennesima volta una donna". La segue la collega del turismo, Michela Vittoria Brambilla : "Non sono in alcun modo ammissibili insulti del genere" dice. E per ultima Mariastella Gelmini, titolare dell'istruzione: "un attacco che supera ampiamente i limiti della satira" commenta.
Ma a difesa di Giorgia Meloni scendono anche le esponenti del centrosinistra, a cominciare dalla presidente del Pd Rosy Bindi , che parla di "volgare maschilismo che offende tutte le donne, senza distinzione di ruolo o appartenenza politica". "Sono certa che Giorgia Meloni non si lascerà fermare nella sua attività politica, che svolge con una passione riconosciuta da tutti, dagli attacchi gratuiti contenuti in un fumetto" dice Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. E Silvana Mura dell'Idv: "La satira è satira, ma nel caso di Giorgia Meloni mi sembra che si sia sconfinati nell'offesa feroce e gratuita, oltre che in una volgarità sicuramente inaccettabile".
E lei, la protagonista? Di fronte ai numerosissimi messaggi, Giorgia Meloni si è sentita in dovere di ringraziare. "Mi ero ripromessa di non fare alcun commento su questa allucinante vicenda, ma di fronte alla enorme mole di messaggi di solidarietà che mi ha raggiunto in queste ore, non posso esimermi dal ringraziare tutti. In particolare mi rivolgo alle donne e a tutti coloro che pur non condividendo la mia posizione politica, hanno comunque sentito il bisogno di esprimermi stima ed affetto. Grazie davvero".
A sollevare il caso è stato il quotidiano Il Secolo d'Italia , il quotidiano diretto da Flavia Perina, che si chiede: "Fosse stata Rosy Bindi la protagonista de La Ministronza, Repubblica avrebbe già lanciato una raccolta di firme on line, le donne del Pd avrebbero presentato un'interrogazione parlamentare e qualcuno, a sinistra, avrebbe già chiesto il sequestro del libro. Speriamo che non lo faccia nessuno a destra". Il quotidiano racconta quindi che sulla copertina del libro c'è "Giorgia Meloni nelle fogne accanto a un topo, mosche e scarafaggi". Accompagnata dal testo: "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne".
Nelle storie, spiega ancora il Secolo, "la ministronza parla in greve dialetto romano, non si lava, passa tutto il tempo parlando con topi e facendo sesso con suoi ammiratori dediti a perversioni 'dannunziane'". Conclusione: "Sarebbe questa la nuova satira della sinistra?", chiede il Secolo. Bella domanda. A cui risponde Massimo Gramellini sulla Stampa : questa è ormai un "parolina magica che serve a coprire la mancanza di talento e prima ancora, come sempre, di autoironia".